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Il “Labrador Silver”, ma… esiste davvero?

…o è una splendida “truffa”?

Da giorni mi tribola il cervello, avendo “beccato” per caso l’annuncio, sempre sul solito Subito.it, di una signora sedicente allevatrice che vende alla “modica” cifra di 1200 eurorarissimi” e “purissimiLabrador Silver con “pedigree“. E purtroppo, siccome amo fare informazione scientifica non fuorviante, con questo articolo voglio informare adeguatamente i miei lettori circa la grande truffa che si cela dietro a queste strane compravendite…

Essendo un Medico Veterinario, vorrei impostare la mia disamina su dati scientifici ed inconfutabili verità genetiche, dal momento che, oggi, è assolutamente valido e riconosciuto il ruolo dei tests che eseguiamo regolarmente sui riproduttori della razza, onde certificarne salute e provenienza…

A star a sentire questi sedicenti “allevatori“, che per comodità e comprensione io chiamerò “canivendoli“, il colore “silver” o “argento” del Labrador Retriever sarebbe una “diluzione” della variante più conosciuta (e riconosciuta), chocolate… tecnicamente, sempre secondo loro, e secondo quanto propinano all’ignaro compratore, esisterebbe, nella razza, un gene della “diluizione del colore del mantello” che farebbe sì che nascano, da genitori cioccolato, dei cuccioli “sbiaditi” a tal punto da mostrare un mantello argenteo o addirittura isabella… (in gergo “fawn“).

Dunque, facciamo il punto su questa simpatica “variante” di, si lo dirò subito, incrocio di Labrador con Weimaraner… (se, tra di voi lettori, c’è qualcuno che non conosce la razza Bracco di Weimar, o Weimaraner, trovate un dettagliato link sullo standard QUI).

Quindi, dicevamo… è opinione generale dei Kennel Clubs di ogni Continente del Globo Terrestre che il Labrador Silver non sia una razza pura. Il grande pubblico che ama questo colore è illuso dalle dicerie dei venditori senza scrupoli che tentano di convincerlo che il colore silver sia rarissimo e “desiderabile”. E, in virtù di questo, questi cuccioli vengono venduti a cifre esorbitanti che non giustificano nulla in termini di selezione, se non quella che il venditore fa sul suo miglior offerente.

Dal momento che, a parere della scrivente, ognuno è libero di comprare ciò che vuole e a quanto vuole, nonché di farsi infinocchiare come meglio crede, tratterò solo delle implicazioni sanitarie ed etiche della selezione, spacciata come se fosse “in purezza“, di soggetti che di “puro” non hanno nulla di scientificamente accettato. E di seguito ne illustrerò il perché…

Intanto sfatiamo un “mito”, quello del Pedigree…

Nessun Ente Cinofilo, ENCI incluso, rilascerà mai un pedigree con la dicitura “mantello silver”; questo perché il colore non è riconosciuto come valido per lo Standard di Razza! Quindi se avete un Pedigree diverso da quello ENCI, potete comodamente cestinarlo… non vale NULLA!

Entriamo nel vivo…

L’American Kennel Club, nel passato, ha riconosciuto il pedigree ad alcuni soggetti di colore silver, probabilmente considerandoli erroneamente come una gradazione di cioccolato, chiaramente rettificando la propria posizione in merito in un secondo tempo.

In Medicina Veterinaria, da quando la mappa genetica della specie canina è stata tracciata al 99% del totale dei geni che caratterizzano e determinano l’aspetto fisico di ogni singola razza canina che oggi conosciamo, per la razza Labrador Retriever non è mai stato trovato alcun gene della “diluizione del colore”. Il gene del colore diluito “dd” è stato identificato SOLO nella razza Weimaraner, unica universalmente riconosciuta per possedere il gene “dd“.

Direttamente dal sito web di Vetgen, noto laboratorio di analisi genetiche veterinarie:

“Il locus D è il locus principale associato al pigmento diluito, il che si traduce in mantelli che altrimenti sarebbero neri o marroni, mostrando invece il grigio o il blu, nel caso del nero e il marrone chiaro nel caso del marrone. Recentemente è stato dimostrato che il gene della melanofilina è il responsabile dell’effetto diluito, ma non tutte le mutazioni che causano la diluzione sono state ancora identificate”.

I colori del mantello riconosciuti per i Labrador purosangue sono nero, giallo e cioccolato. Nessuna sfumatura di colore del mantello è riconosciuta per i Labrador neri o cioccolato nello Standard Labrador o nella ricerca attuale sui colori del mantello genetico. Le sfumature riconosciute nei Labrador Retriever gialli (dal fox-red al crema chiaro) non dipendono dalla presenza del gene diluito dd, ma da geni modificanti che agiscono sul gene ee. I geni del colore del mantello identificati nel Labrador includono:

A B C D E g in s i
| | |   |   |    
a b c   e   t    

Come si può notare dal grafico (non mi soffermerò in questa sede sull’elencazione dei singoli significati delle lettere – per quello ho predisposto, e presto pubblicherò per la consultazione online, un corso di genetica per allevatori) manca completamente il gene D, con i suoi alleli, responsabile dell’effetto “diluizione” sul colore del mantello… tale mancanza comporta una deduzione logica: il Labrador che presenta un genotipo “dd” non può essere un Labrador, ma uno splendido INCROCIO.

E in questa sede ricordo che è passibile di denuncia penale chiunque generi una compravendita di cani non di razza, spacciandoli per tali. Addirittura millantando l’esistenza di un qualsivoglia documento genealogico che attesti la purezza della razza…

Aggiungo infine che, purtroppo, i geni recessivi come quello della diluizione possono rimanere nascosti nel genoma di un cane per lunghissimo tempo, sinché un soggetto che possiede un solo allele della diluizione (ereditato chissà da quale incrocio precedente) non ne incontra un altro e con esso viene accoppiato. Ecco dunque saltare fuori il carattere tanto desiderato dalla signora di Subito.it che ritiene di aver aperto chissà quale Baule di Dobloni pirateschi.

NON FATEVI INFINOCCHIARE, IL LABRADOR SILVER NON E’ UN LABRADOR!

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EMG Admin

Medico Veterinario e Allevatore di Labrador con Affisso Riconosciuto ENCI - FCI "EpicMagnaGraecia's" dal 2001.

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