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7 motivi per i quali allevare è peggio di quanto si pensi…

Al giorno d’oggi si tende a pensare che gli allevatori facciano un guadagno abissale… La convinzione generale è quella secondo cui gli allevatori guadagnino spremendo i propri cani come limoni…

Certo, non possiamo negare che esistano tipi del genere, ma non si può certo dire che tutti gli allevatori siano così… e per questa ragione nasce questo articolo, perché vogliamo si bandiscano da ogni circuito le persone che sfruttano i cani per mere motivazioni economiche.

Ogni soggetto definito come “da riproduzione”, quando questa è presa seriamente, è il risultato di sacrifici e costi incommensurabili in termini di valorizzazione dello stesso. Ma tempo e denaro non sono neppure le cose principali ad incidere sulla frustrazione, sullo stress, sull’ansia che l’allevamento responsabile comporta.


In questo articolo, vogliamo focalizzare l’attenzione di tutti i nostri lettori sulle 7 motivazioni per le quali allevare non è assolutamente un modo per diventare ricchi sfondati.

Saremmo lieti se chiunque pensa che allevare sia solo limitato al concetto di prendere un maschio ed una femmina qualsiasi ed accoppiarli si fermi un secondo a terminare questa lettura, prima di giudicare…


1. dire addio ai cuccioli, per un allevatore serio, non è semplice…

La parte più difficile per gli allevatori è quando arriva il momento di dire addio e consegnare i propri cuccioli. Non sono sicura se il proprietario si renda realmente conto che trascorriamo moltissimo tempo a pianificare gli accoppiamenti, poi due mesi a prenderci cura della cagna incinta e ancora due o tre mesi con i cuccioli. A volte, l’allevatore stesso è costretto a fare da genitore e deve nutrire e pulire i cuccioli, se qualcosa va storto…

Ovviamente ciò non è valido per tutti, ma per gli allevatori seri di certo si. La maggior parte degli allevatori seri e onesti ti dirà che se potessero tenere tutti i cuccioli, lo farebbero, ma ovviamente sapete che ci sono dei costi, e facendo i conti con essi, comprenderete che non è realistico né possibile. L’unico modo che abbiamo per sentirci meglio è fare una scrematura il più accurata possibile per trovare le giuste famiglie.

Alcuni allevatori, con il tempo, si abituano. Per una come me, sono passati anni, e ancora ogni volta che se ne vanno è un trauma infernale…


2. siamo costantemente definiti “fabbriche di cuccioli”…

Negli anni avrò scritto centinaia di post sulla differenza fra un cagnaro ed un selezionatore onesto, ma ogniqualvolta si disquisisca in pubblico di allevamento, improvvisamente la questione si sposta sui cuccioli, sul sovraffollamento dei canili, sulla necessità di adottare e non di comprare, e altre ridicolaggini in termini come queste…

Certo, tutte queste preoccupazioni non ci lasciano impassibili, anche perché anche noi li vediamo i video girati nelle vere e proprie fabbriche di cuccioli, dove le madri sono chiuse in sporchi gabbiotti ad allattare dei batuffoli che verranno presto strappati via da loro per viaggiare in angusti bagagliai per ore prima di raggiungere i negozi… ma, ci dispiace, noi seri allevatori non siamo questo! Anzi, ci battiamo ogni giorno perché ciò abbia a terminare al più presto.

Tuttavia, il continuo generalizzare della gente non ci sta aiutando per niente. E mentre noi combattiamo ogni giorno, sia online che offline, i cagnari continuano a vendere anime… Quello che dovremmo fare, tutti, è fermare il traffico illecito ed evitare di acquistare cuccioli nei negozi, anche perché nessun allevatore serio metterebbe i propri piccoli sotto una vetrina di un pet-shop. Questo sia ben chiaro!


3. pianificare ogni accoppiamento è frustrante…

La frustrazione ci colpisce ogni volta che programmiamo ciascun accoppiamento. E questo è lo stadio che separa nettamente il facilone dal professionista che di certo non accoppia solo per un personale tornaconto.

Trovare il partner giusto in ogni accoppiamento è frustrante per svariati motivi:

  1. bisogna capire cosa è indesiderato nella propria linea di sangue e cercare di rimuoverlo;
  2. quali sono i tratti desiderati che mancano al mio soggetto perché sia migliore e completo;
  3. quali difetti ha il partner candidato ideale che non intendo riprodurre;
  4. quali pregi mancano al partner candidato ideale che invece il mio soggetto possiede;
  5. vale la pena accoppiare questa coppia candidata ideale?

La decisione si riduce, alla fine, ai cinque punti appena elencati. Questo perché ogni singolo cane ha sia pregi che difetti, e non è semplice e neppure matematico prevedere cosa avverrà accoppiando due soggetti, anche se in modo estremamente pianificato e ponderato. Inoltre, domanda essenziale: vale la pena introdurre nella propria linea di sangue dei tratti indesiderati per correggere altri tratti, o comunque per cercare di ottenere esemplari migliori? E’ una scommessa, e a decidere, alla fine siamo sempre noi… l’istinto di pancia non centra, se si vuol diventare allevatori di successo.

Ho scritto molto di più su questo argomento negli articoli precedenti, usciti insieme al numero di Settembre della rivista EMG Magazine. Potete dargli un’occhiata sul Blog abbonandovi alla rivista.

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Ancora, ogni volta che si entra in contatto con altri allevatori per ottenere la monta di uno dei loro stalloni, ci vogliono delle settimane per ottenere tutte le informazioni di cui si ha bisogno. A cominciare dalle informazioni sul pedigree, quindi studiando gli ascendenti, per finire al concordare i dettagli contrattuali…

Entrano in gioco ricerche e studi attenti, senza contare i soldi che sono necessari per partecipare alle esposizioni cinofile, alla ricerca dell’esemplare più idoneo al nostro scopo (non accoppiamo di certo ad una bella fotografia presa da internet, no?)… tutti vogliono accoppiare ai migliori campioni, ma alle volte i tassi di monta sfiorano cifre improponibili. Un segreto per farcela è quello di allenare l’occhio per individuare future pepite d’oro

E’ anche possibile che, dopo aver programmato per mesi una monta, qualcosa vada storto, ed ecco che ci ritroviamo a ricominciare daccapo… frustrante, no?


4. si hanno spese impreviste che non si possono evitare…

Quando si parla di allevare cani, il primo colpevole dei costi imprevisti è il Veterinario… in un prossimo articolo prevedo di elencarvi, una per una, le spese connesse al prezzo finale di un cucciolo, tanto per rendervi conto di quanto effettivamente costi un cucciolo in termini economici a soli due mesi all’allevatore… senza contare le energie spese, e le rinunce che questo richiede…

In linea generale, le spese rientrano nelle seguenti categorie:

  • Spese relative alla manutenzione dei canili: cibo, pulizie e relativi prodotti, box, giochi, ecc…
  • Spese specifiche per l’allevamento: controlli sanitari, test genetici, radiografie, costi per la determinazione del progesterone, cure per la gravidanza, ecc…
  • Spese per la singola cucciolata: eventuale cesareo, visite veterinarie, vaccinazioni, sverminazioni, trattamenti antiparassitari, microchip, ecc…
  • Spese specifiche per singolo cucciolo: alimentazione, addestramento, socializzazione, preparazione al ring, ecc…

Ovviamente, queste spese rappresentano un elenco generalizzato, al quale si vanno ad aggiungere spese ulteriori quando parliamo di prezzo per la monta con il maschio scelto, viaggi e spostamenti della femmina sino alla residenza del maschio, eventuali nostri pernottamenti fuori sede, ecc… in alcune razze, di fatto, il totale delle spese aumenta sensibilmente (si pensi, ad esempio al Bulldog Inglese, per i cui parti si deve obbligatoriamente ricorrere a cesareo programmato e degenza di madre e cuccioli per almeno un paio di giorni presso la clinica veterinaria…).

E, se dopo il parto le cose si complicano (esempio: eclampsia puerperale, cuccioli deboli, allattamento artificiale), si spende ancora di più… per questo motivo ogni buon allevatore dovrebbe avere un budget per ogni cucciolata da parte, diciamo intorno ai 5000 euro in più, per far fronte agli imprevisti.

5. hai molto poco tempo per te, la tua famiglia ed il tuo divertimento…

Il tempo libero per l’allevatore è un gran bel miraggio nel deserto, e appena si conferma la gravidanza della femmina, beh, è ancora meno… fino a poco tempo prima si era liberi di stabilire quando fare qualcosa e come, e le attività potevano essere ben programmate, ma poi… dopo la diagnosi di gravidanza, i tempi stringono….

Una volta che la femmina è incinta, si perde ogni barlume di libertà: il calendario è il tuo miglior amico. E si inizia con:

  • programmare le visite dal veterinario
  • assicurarsi che la cagna sia in forma durante tutta la gravidanza
  • trovare il modo di nutrirla a sufficienza, anche se perde il normale appetito
  • allestire la zona per il parto
  • fare acquisti per il giorno della nascita (kit per il parto, vetbeds, tappetini riscaldanti, lampade, materiali di supporto se necessario come biberon, latte in polvere, ecc…)

Tutto questo, come è ovvio, richiede tempo.

Indipendentemente dal numero dei nati, dovrai prenderti ugualmente cura di ogni singolo cucciolo, monitorandone la crescita, pesandoli quotidianamente, pulendo ripetutamente l’area parto… e anche questo richiede una quantità di tempo non determinabile. Allevare significa spingere la propria vita a bordo campo, per dedicarsi ai cani.

6. la gente dalla doppia faccia ama vederti fallire…

La cinofilia è politica, e questo rappresenta la piaga peggiore del fare l’allevatore: inevitabilmente, quando si alleva e si espone cani, si diventa parte di un circuito che alla base ha la politica… bisogna essere intelligenti per non cadere in inutili polemiche e paranoie.

Tutti gli allevatori fanno parte di uno stesso “giro” nel quale da un lato si presentano come amici o ottimi consiglieri, mentre dall’altro desiderano veder fallire l’avversario per avere il meglio per sé stessi.

E per coloro che non frequentano abitualmente le esposizioni, le pugnalate alle spalle arrivano online sui social… le bacheche di Facebook sono raramente piene di complimenti sinceri, quando si mostra il proprio lavoro. Gli haters, odieranno… qualsiasi cosa facciate. E gli invidiosi, vi invidieranno. La risposta migliore è quella di continuare ad andare sempre avanti a testa alta, a studiare, a imparare e a selezionare cani sempre migliori.

Per i vicini, ci sarà sempre qualcosa da dire: i cani abbaiano, i cani puzzano, i cani mettono paura ai bimbi del quartiere… anche se si tratta di rare evenienze, comunque sono situazioni stressanti da affrontare.

7. i fallimenti in esposizione aiutano a migliorarsi…

I soggetti che vanno in riproduzione sono ovviamente cani che frequentano le esposizioni… tutti gli allevatori si affannano a produrre i soggetti migliori e le esposizioni sono un metodo valido per confrontarsi sul livello qualitativo raggiunto, checché se ne voglia dire per screditarle…

E lasciate che io dica, per ogni vincitore, ci sono decine e decine di perdenti. Moltiplicate questo concetto per il numero di esposizioni che ogni settimana si tengono in tutto il mondo, e calcolate quante migliaia di cani perdenti esistono… il vostro non è l’unico, né l’ultimo a perdere.

La partecipazione conta, certo, ma quando si è la, è ovvio che si miri a vincere, e non più solo a partecipare! Dal momento che ognuno di noi dedica tempo e investe economicamente in questo, è chiaro che si affronti la sconfitta non certo bene, prendendola troppo sul personale. I feedback dei giudici non vengono considerati come modalità per migliorarsi, ma solo come giudizi negativi a sé stanti: errore grave!

Vale la pena partecipare alle expo canine? Si, solo se siamo disposti a cambiare atteggiamento nei confronti dei risultati non piacevoli. Una critica dovrebbe essere spunto per farsi guidare verso una selezione più precisa, non verso il discredito della competenza del giudice. Un giudizio morfologico proveniente da una terza persona è un’occhio in più sul lavoro di selezione da svolgere per migliorarsi.

Perdere non significa fallire. Significa “dover ancora migliorarsi e crescere”.

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allevamento, professionalità, selezione, serietà


EMG Admin

Medico Veterinario e Allevatore di Labrador con Affisso Riconosciuto ENCI - FCI "EpicMagnaGraecia's" dal 2001.

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